lunedì 28 aprile 2008

Intervista su la7 di Sebastian

Alzi la mano chi se l'è persa...
Ok lo ammetto anch'io l'ho persa, però ho cercato di ricuperare:


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giovedì 24 aprile 2008

Come si fa a non far giocare Giovinco?

Passeggiavo su Yahoo Answer e ho trovato una domanda su Giovinco, dove un utente chiedeva come mai Cagni ha scelto di non far giocare Giovinco; l'ho presa un po'sul comico e ho fatto una raccolta varia delle scuse generiche di un allenatore e di quanto alcuni tifosi stanno cominciando a sussurrare:

Risposte dell'allenatore, dal libro distribuito a Coverciano ai mister in preparazione dell'esame di abilitazione, ovvio che sono solo scuse:
- non l'ho visto al meglio in allenamento
- era un partita dove volevo maggiore copertura
- per caratteristiche fisiche ho preferito uno schieramento più coperto
- prevedevo di farlo entrare nel secondo tempo per sfruttare al meglio la sua freschezza

e poi ci sono quelle di chi pensa male
- l'allenatore è un incompetente
- l'Empoli vuole retrocedere e fa di tutto per farlo
- Ci sono giocatori invidiosi di Giovinco, ma di proprietà dell'Empoli
- l'Empoli ha già valorizzato Giovinco, adesso preferisce far giocare i suoi giocatori.
dalla serie "Pecunia non olet"

E tu cosa ne pensi? Quali sono i motivi per cui Cagni non fa giocare Giovinco?

martedì 22 aprile 2008

Quasi dieci minuti di poesia calcistica

Non abbiamo da aggiungere veramente nulla a quello che vedrete, il filmato dura 9 minuti e 49 secondi, e vi mostrerà alcune delle più belle giocate di Sebastian Giovinco, quindi, mettetevi comodi e tranquilli.
Buona visione!


mercoledì 16 aprile 2008

Intervista a Sebastian Giovinco a cura di Roberto Beccantini

Da LaStampa.it una bell'intervista di Roberto Beccantini a Sebastian Giovinco che vi riportiamo:
«Al Palermo dico grazie, ma mi vedo alla Juve»

Giovinco, nato a Torino da madre di Catanzaro e padre di Palermo: perché Sebastian e non Sebastiano?
«Perché Sebastiano si chiamava mio nonno e alla mamma non piaceva».

Ha compiuto 21 anni il 26 gennaio scorso: lo sa che Fabregas è diventato titolare dell’Arsenal quando ne aveva sì e no diciotto?
«Beato lui».

Altra cultura?
«All’estero hanno più coraggio. Se uno è bravo, è bravo. Punto e basta. Noi siamo più conservatori. Fabregas sostituì Patrick Vieira in persona, mica uno qualunque».

Anche in Italia, però, qualcosa si muove. Acquafresca, Balotelli, Giovinco. O no?
«Sì. La carta d’identità conta sempre più che altrove, ma meno di una volta. Era l’ora».

Balotelli?
«Ci ho giocato contro nella Primavera. Una forza della natura. E un progetto di campione. Come Acquafresca. Come, mi auguro, il sottoscritto. Saranno però i successi, i trofei conquistati, a segnare il livello delle nostre carriere».

Juventino subito?
«No. Milanista: in casa lo erano tutti. Poi juventino: per scelta e di scuola».

Gli allenatori con i quali si sente in debito?
«Maggiora, Schincaglia, Storgato, Chiarenza».

Uno e sessantaquattro, recita l’almanacco Panini. Conferma?
«Confermo».

L’altezza, appunto. Un problema?
«Sì. Per voi. Giuro: non ci ho mai fatto caso. Né mi condiziona. Penso a Lionel Messi, che è poco più alto di me. Penso a Giuseppe Rossi, a Rosina, a Giuly. Nel calcio, grazie a Dio, la differenza non la fa il fisico».

A ogni gol, e sono già sei, fa sempre quel gesto con le mani, sopra la testa.
«Il gesto della spanna. Una forma originale e divertente, almeno spero, per contestare chi ha fatto della mia “piccolezza” un limite, un bersaglio. “Dite sempre che mi manca una spanna, eccovi serviti”».

Il suo ruolo?
«Più centrocampista che attaccante».

Trequartista?
«Perché no».

Ci fossero ancora i numeri fissi, quale vorrebbe?
«Il dieci».

I suoi modelli?
«I grandi dieci del passato. Roberto Baggio, Diego Maradona, Michel Platini, Alessandro Del Piero. Fantasia e giocate straordinarie. Ho una pila di cassette, mi aiutano a sognare».

A proposito: il suo sogno?
«Sono tre, per la verità. Salvare l’Empoli, tornare alla Juventus, andare alle Olimpiadi».

E se finisse mai nel pacchetto Amauri?
«L’interesse di una società come il Palermo non può che inorgoglirmi, ma nella Juve sono nato e alla Juve vorrei, se possibile, dedicare i migliori anni della mia vita».

Con Del Piero o al posto di Del Piero?
«Detto con profonda umiltà, credo che potremmo giocare tranquillamente assieme».

A Empoli come si trova?
«Alla grande. Per un giovane, è il trampolino di lancio ideale. Se non sbaglio, fu la palestra dei Di Natale e dei Montella».

Da Cagni a Malesani ancora a Cagni.
«Se le dico che sono stato bene con tutti, non deve darmi del diplomatico o, peggio, del ruffiano. È la verità».

Che partita, all’Olimpico contro la Roma. Gol, traversa, miracolo di Doni, tiro a fil di palo. Ricorda?
«Malesani mi fece fare il Totti. Punta centrale. Una parte che non avevo mai recitato. Come vede, mi so adeguare».

E con il Parma, domenica scorsa?
«Esterno sinistro di centrocampo in un 4-4-2 abbastanza classico. Più o meno, la posizione di Nedved. Caratteristiche a parte, naturalmente».

Mai segnato di testa?
«Fra i giovanissimi. Una volta o due. Dalla Primavera in su, mai. Di notte, però, dormo lo stesso».

I tifosi stravedono per lei.
«Li ringrazio, di cuore. La Juve titolare l’ho assaggiata in B, con Deschamps. Tre presenze. Contro il Bologna, assist a Trezeguet. Un abbraccio e via. Spero di tornare a casa. Tutto qui».

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venerdì 11 aprile 2008

Pasqualin e Secco e la Juventus 2008/2009


Mentre la stagione si avvia alla conclusione con l'Empoli impegnato nella corsa per la salvezza è chiaro che le strade di Giovinco e la squadra toscana sono destinate a separarsi per le giuste ambizioni del giovane campione.
Le parole di Claudio Pasqualin, incaricato della procura di Sebastian Giovinco, sembrano proprio lasciare pochi dubbi al riguardo, ed anche pochi sulla destinazione definitiva del giocatore per il campionato 2008/2009:
"Credo proprio che l'anno prossimo giocherà con la maglia della Juventus. Ne ho parlato nei giorni scorsi con il direttore Alessio Secco e, anche se l'ufficialità sarà data al termine della stagione, l'orientamento è quello di portarlo in bianconero".
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giovedì 10 aprile 2008

Calciomercato Juventus 2008: Giovinco primo acquisto!


Secondo me non è ancora così scontato che Giovinco possa vestire finalmente la maglia bianconera, o meglio potrebbe vestire una maglia bianconera che poi non sia quella juventina, leggi Udinese, ma sembra che questa volta la dirigenza abbia proprio deciso di riportare a casa la formica atomica.
Il corriere dello sport scrive:
TORINO, 9 aprile - Nelle ultime ore la dirigenza della Juventus ha preso due decisioni: 1) il rientro del giovane attaccante Sebastian Giovinco attualmente in prestito all’Empoli; 2) l’acquisto di un portiere esperto e di buon livello disposto a fare da secondo a Buffon che da molti mesi ha problemi alla schiena che potrebbero costringerlo nel tempo a saltare qualche partita.
Giovinco sarà il quinto attaccante di Ranieri per il prossimo anno a meno che il Palermo, che sta trattando con Blanc e Secco la cessione di Amauri, non pretenda l’inserimento nell’operazione del giovane attaccante bianconero esploso quest’anno a Empoli. Solo in questo caso la Juve farebbe partire Giovinco ma unicamente con la formula del prestito e per una sola stagione.

Ecco appunto anche il Palermo, che poi a pensarci bene cosa vorrebbe farsene avendo già Miccoli? Vero è che Giovinco posto in squadra lo troverebbe ma due brevilinei in campo contemporaneamente e senza un Amauri in avanti a catalizzare il gioco sarebbe un azzardo tattico a meno che Cavani no si inventi prima punta di sfondamento o Budan, probabilmente di ritorno dall'esperienza di Parma in Sicilia, non faccia un ulteriore salto di qualità.

lunedì 7 aprile 2008

Torino - Empoli 0-1

Video della prestazione dell'Empoli contro il Torino con ritorno alla vittoria dei toscani guidati dal nuovo, vecchio allenatore Gigi Cagni.


Giovinco è entrato solo nella ripresa però è stato il suo piede a servire l'assist decisivo a Vannucchi. Nel dopo partita il mister ha spiegato la scelta di far partire dalla panchina Giovinco per una questione di esperienza.
"Mi chiedevano perchè non inserisco Giovinco dall'inizio e altre cose simili, ma le partite, vedete, vanno valutate nella loro interezza, le strategie le studio partita per partita, oggi l'ho vista così. Ed è andata bene; magari la prossima no, chissà. Giovinco poi non stava bene, ha giocato 5 partite in un mese, compresa la Nazionale, così come Marzoratti e Marchisio, che infatti ho tolto. Quando si sono abbassati i ritmi, Giovinco poteva essere decisivo. Ho parlato con tutti, al mio arrivo, a Bassi ho detto 'Tu hai fatto benissimo, ma quante volte in Serie A hai giocato per la salvezza di una squadra? Nessuna': l'esperienza in questo momento per me è molto importante”
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Giovinco e la Juventus: si farà o non si farà?

Ecco un articolo tratto da goal.com
Sebastian Giovinco è una delle soprese più gradite di questo campionato. Dopo qualche titubanza iniziale, dovuta al fisiologico gap da pagare al salto dalla Primavera alla massima serie, ha iniziato a trovare spazio con regolarità facendosi apprezzare dai tifosi dell'Empoli e facendo innamorare quelli della Juventus, già pronti ad eleggerlo a futura bandiera.

D’altronde, Seba come lo chiamano gli amici, o “formica atomica” come lo hanno ribattezzato i suoi fan, è nato e cresciuto col bianconero indosso ed Empoli è solo una tappa di avvicinamento all’obiettivo: tornare presto a Torino a vincere con l’agognata maglia dei suoi sogni. E ieri, pur cominciando dalla panchina, ha dato il primo dispiacere ai rivali del Toro, con l’assist vincente per Vannucchi che è valso 3 punti importantissimi per la squadra azzurra.

Allora Sebastian, come giudichi questa prima stagione? “Assolutamente positiva - ci ha risposto in Esclusiva per Goal.com - sono contento di quanto fatto finora. Devo ringraziare l’Empoli per l’occasione che mi ha dato, se un giorno potrò tornare a Torino sarà anche grazie a questa esperienza fondamentale”.

Curiosità: come mai la scelta dell’Empoli? “Era una piazza tranquilla in cui credevo di poter trovare spazio. In più c’era un giocatore come Vannucchi che ho sempre ammirato e dal quale cerco di imparare molto, sia in partita che in allenamento. Se sono venuto ad Empoli è anche per lui”.

In molti, comunque, soprattutto tra i tifosi juventini, ti ritenevano già pronto per la prima squadra della Juve… “Se la società ha scelto così, lo ha fatto sicuramente per il mio bene e io ho accettato la decisione senza nessun problema, anche perchè ritenevo fosse importante giocare con continuità”.

E ora? Dopo questa buona stagione? “Vedremo alla fine. Ora devo pensare solo all’Empoli, poi valuteremo”.

Però si dice che Ranieri abbia posto il veto sulla cessione tua e dei tuoi amici Marchisio e De Ceglie… “Io questo non lo so, ma se fosse vero è chiaro che mi farebbe piacere. Sarei un ipocrita se negassi che mi piacerebbe tantissimo tornare a Torino e giocare con la Juve, ma questo non è il momento di parlarne”.

C’è addirittura chi si è spinto ad invocarti in Nazionale per gli Europei, ti ha sorpreso? “Non lo sapevo, ma siccome sappiamo tutti che è impossibile, è inutile discuterne. Naturalmente mi fa piacere, ma niente di più. Un giorno, come tutti, spero di arrivarci, ma sinceramente ora mi sembra davvero irreale”.

E ai tifosi bianconeri che vogliono fortissimamente un tuo ritorno a Torino cosa ti senti di dire? “Anche questo mi fa piacere, anche perchè ho ancora tutto da dimostrare e nonostante questo sento il loro affetto. Che dire? Io lo spero, tutto qui”.

Ma tu sei d’accordo con la politica italiana che tende a non voler bruciare i giovani o piu’ con quella straniera che i giovani li butta subito nella mischia a farsi le ossa? “Io dico solo che un giocatore è bravo, è giusto che giochi, al di là dell’età”.

Insomma, piccoli ma di carattere. Messaggio inviato, ricevuto mister Ranieri?

Sergio Stanco
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