mercoledì 20 agosto 2008

Fine del sogno Olimpico

Prima di imbarcarsi sul volo di rientro il fantasista ex Empoli ha voluto però ripercorrere le ultimissime tappe dell'avventura olimpica prendendo spunto dalla critica fatta dal presidente Figc Abete nei confronti dei giocatori di qualità della squadra di Casiraghi.

E il monito della Formica Atomica lascia spazio a poche interpretazioni.
"Ha ragione il presidente a dire che si aspettava qualcosa in più dai giocatori di qualità. Sicuramente a centrocampo avremmo dovuto dare di più, invece abbiamo gestito male le situazioni".
Un'ammissione di responsabilità che denota grande personalità, associata tra l'altro ad un'altra presa di coscienza importante per un giovane della sua età.
"Dimenticare in fretta? - ha risposto ai giornalisti in terra cinese - No, è meglio ricordare e avere ben presente davanti agli occhi quel che è successo. Non c’è niente da dimenticare, ma solo da imparare, è una lezione, deve servire".
da Goal.com

martedì 12 agosto 2008

Intervista a Furino: "Lippi porti subito Giovinco in azzurro"

Furino, ha visto l’ultima partita dell’Olimpica di Ca­siraghi? Hanno già comin­ciato a picchiare Giovin­co... «Buon segno. Significa che è forte, che lo temono, che non trovano altri mezzi per fer­marlo».

Seba stuzzica la fantasia degli appassionati, degli innamorati del pallone, non necessariamente ju­ventini. Ma secondo lei può anche a livello ideale diventare l’erede di gente come Platini e Baggio? Per non fare troppi giri di pa­role: il 10 futuro sulle sue spalle ci sta oppure no? «Certo che ci sta. Giovinco può far rivivere l’epoca dei grandi numeri dieci, perché ne riproduce il gioco, le doti. Insomma, non sarebbe un’u­surpazione del mito».

Guardando le gare degli azzurri olimpici che im­pressione ne ha tratto? «Che il gruppo è bello spes­so, di livello. Ci sono giocato­ri tecnici e ci sono giocatori di sostanza. Un mix davvero perfetto».

Giovinco è la punta dell’i­ceberg? «E’ un predestinato, è quel­lo baciato da madre natura. Ne tengano conto la società e anche la Nazionale...».

La maglia numero numero dieci che tanto pesa? «Pesa perché è bianconera. Ma vuoi mettere la soddi­sfazione quando centri l’im­presa... E poi se fosse stra­niero avremmo già speso chilometri di elogi. Inutile per un club imbarcarsi in trattative economiche in­sopportabili, basta mettere in campo Giovinco e i suoi fratelli.
Guardate come si è comportato il Barcellona con Leo Messi e Bojan Krkic».

Marcello Lippi fra qualche giorno riconvoca l’Italia. Dopo Pechino lascerà spa­zio ai giovani? «Me lo auguro. Se vogliamo avere un futuro degno del nostro passato, il ct ne deve tenere conto. Porti subito Giovinco in azzurro».

da Tuttosport

mercoledì 6 agosto 2008

Sebastian Giovinco e Alessandro del Piero

In molti se lo chiedono già ora. Altri invece, specie quelli che hanno il cuore bianconero, sperano di porsi il quesito più in là possibile. Chi invece fa del dibattito il proprio pane quoditiano non può rimanere insensibile all'evento.

La Juventus, Alex Del Piero, il futuro. Un tema che per i sostenitori della Vecchia Signora equivale ad una specie di sentenza: il capitano, probabilmente il più amato della storia insieme a Giampiero Boniperti e Gaetano Scirea, si appresta a vivere la sua sedicesima stagione con la casacca bianconera addosso. Chi dopo di lui? Ma soprattutto, c'è qualcuno, nel panorama calcistico, che può aspirare a diventare il suo erede, magari raccogliendone il testimone da compagno di squadra?

Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni addetti ai lavori, primo tra tutti Claudio De Nicola, uno che conosce bene Alex Del Piero essendo contemporaneamente figlio di Nello De Nicola, ex responsabile del settore giovanile bianconero ed agente di Michele Paolucci, altro golden boy classe '86 sfornato dalle giovanili juventine e destinato al grande calcio. "Se c'è qualcuno nel panorama calcistico internazionale che possa prendere il testimone di Alex? - ci ha risposto De Nicola in Esclusiva per Goal.com -. Non scherziamo, per favore. Alessandro Del Piero è un giocatore inarrivabile, in tutti i sensi: tecnico, tattico, di leadership. E lo è a livello europeo, non solo italiano".

Sulla stessa lunghezza d'onda Paolo Conti, ex calciatore ed attualmente procuratore. "In tutta onestà - ci ha detto - Pur essendo a stretto contatto con il mondo del calcio italiano ed internazionale faccio tanta, tanta, tanta fatica a trovare un giocatore con le caratteristiche di Del Piero".

E Giovinco? Claudio Pasqualin che della Formica Atomica cura gli interessi insieme al figlio Luca e ad Andrea D'Amico, ha sempre avuto le idee chiare: "Giovinco è il futuro, è un giocatore che a me, personalmente, fa impazzire". "Gli auguro di diventare il nuovo Del Piero - afferma Conti parlando proprio dell'ex empolese, ora alle dipendenze della Nazionale Olimpica di Gigi Casiraghi - Come giocatore è molto forte, bisogna riconoscerlo. Ma ho qualche dubbio che possa prendere il testimone di Alex".

Ancor più "drastico" il parere di Claudio De Nicola, che torna sul'argomento spaziando anche nell'orbita Roma. "Giovinco è bravo come tanti altri giovani della squadra bianconera, ma di gente come Totti e Del Piero, oggi, in Italia, non ne vedo proprio...". Grande fiducia nelle potenzialità di Sebastian, ma guai a toccare il mostro sacro Del Piero, quindi. Il perché definitivo può essere spiegato dal parere doc di un giocatore che ha vissuto insieme ad Alex per undici stagioni consecutive, il difensore Alessandro Birindelli. "Giovinco ha tutte le qualità tecniche per poterlo diventare - ci ha detto il laterale toscano, per la prima volta pronto a difendere i colori del suo Pisa dopo undici anni in bianconero -. Il difficile, però, non è arrivare lassù, ai livelli di Alex. La cosa veramente difficile è rimanerci e farlo per diversi anni proprio come capitato all'attuale capitano juventino. Per rimanere lassù per così tanto tempo servono le qualità morali di Del Piero, il modo di vivere il calcio di Del Piero. A Sebastian lo auguro di tutto cuore".

Caro Seba, quindi, se vuoi diventare davvero il "numero dieci del futuro" della Juventus registra il messaggio: serve testa e qualità morale per arrivare fin lassù. Non basta solo telecomandare il pallone...

Renato Maisani e Daniele Perticari da Goal.com


E voi che ne pensate?